Ortodonzia intercettiva nel bambino da 3 a 10 anni presso lo Studio Dentistico Chiara Obino a Cagliari
Cerchiamo di fare chiarezza su questo importantissimo argomento.
Quando decidiamo di intervenire in tenera età, la motivazione non è MAI quella di “mettere i denti dritti”: infatti un intervento in questo senso avrebbe una importanza limitata, considerando che ci sono ancora molti denti che verranno persi.
Il vero obiettivo dell’intervento dell’Ortodonzia Intercettiva è invece quello di intervenire sulle BASI OSSEE (mascella e mandibola) laddove si rilevino importanti alterazioni di forme, posizione e sviluppo, così da consentire una armoniosa e fisiologica crescita facciale del bambino.
Si parla infatti di ORTOPEDIA ORTODONTICA, che è possibile nel bambino proprio perché è ancora in crescita e ha ossa “malleabili” che ci consentono di svolgere correttamente il nostro lavoro, permettendo di scongiurare il rischio di dover ricorrere ad interventi chirurgici correttivi a fine crescita, cosa che diventerebbe certamente necessaria in caso di gravi discrepanze ossee.
Esiste una stretta correlazione e influenza reciproca tra forma e funzione: una volta che esiste una deformazione dento-scheletrica è essa stessa a mantenere e provocare atteggiamenti disfunzionali.
Si viene quindi ad instaurare un circolo vizioso in cui la forma delle arcate e le funzioni (deglutizone, masticazione, fonazione, respirazione) si influenzano reciprocamente.
Per questo è importantissimo intervenire modificando la forma delle arcate e rieducando le funzioni alterate, in collaborazione con logopedisti, otorinolaringoiatri e osteopati.
Analizziamo di quali casi specifici stiamo parlando, così che ciascun genitore possa comprendere bene l’utilità di sottoporre precocemente un bambino ad una cura ortodontica/ortopedica.
Quando è importante intervenire precocemente?
- Problemi legati alla respirazione: il mascellare superiore ospita i denti, costituisce il tetto della bocca (PALATO), ma forma anche il pavimento delle fosse nasali, determinando quindi la larghezza della cavità dove passa l’aria che respiriamo col naso.
Se questa ampiezza non è adeguata (dimensione ridotta del mascellare superiore) sarà molto faticoso per il bambino seguire la fisiologica respirazione nasale, e diventerà quindi più agevole respirare dalla bocca, con una ridotta efficienza in termini di quantità e qualità di aria inspirata. E meno aria inspirata significa meno ossigeno ai polmoni e a tutto il corpo.
In caso di bambino respiratore orale, lavorando in sinergia con l’Otorinolaringoiatra,
può essere necessario, e vantaggioso, intervenire in modo da “espandere” la mascella (ovvero il pavimento delle cavità nasali).
Nella sezione “il tuo dentista informa” trovi un articolo proprio sulla Respirazione.
Inoltre una discrepanza scheletrica grave (ossia mascella troppo stretta o mandibola troppo grande) causa alterazioni di tutte le funzioni della bocca (masticazione, deglutizione, fonazione) e soprattutto non consente una armoniosa crescita del distretto facciale del bambino.
Una discrepanza di crescita che si manifesta in età infantile raramente può risolversi autonomamente: solo la consulenza con l’ortodontista e l’analisi delle radiografie può fornire una risposta in questo senso.
- Cross bite (morso incrociato) laterale: nella normalità la bocca superiore rappresenta il coperchio e quella inferiore la scatola: quando abbiamo un mascellare stretto o una mandibola eccessivamente grande, la bocca non chiude più correttamente.
In questo caso abbiamo il morso incrociato o morso inverso laterale: contrariamente alla norma, i denti superiori si trovano all’interno rispetto ai denti inferiori. Questa condizione può essere monolaterale o bilaterale, a seconda che si manifesti solo da un lato della bocca oppure da entrambi.
E’ particolarmente grave quando si associa alla deviazione da un lato della mandibola (laterodeviazione mandibolare): il bambino per riuscire a far arrivare i denti a contatto e masticare, chiude la bocca deviando la mandibola da un lato (asimmetria funzionale, cioè creata deliberatamente dal bambino per chiudere la bocca). Questa condizione, se non si interviene precocemente, provoca uno sviluppo asimmetrico dell’osso della mandibola: la mandibola deviata crescerà più da un lato che dall’altro, causando così una asimmetria scheletrica, non più correggibile.
- Overjet molto aumentato: si parla di overjet aumentato quando la distanza (osservata di profilo) tra gli incisivi superiori e gli incisivi inferiori è molto aumentata rispetto alla norma, ovvero i classici incisivi sporgenti.
In questo caso è importante intervenire per diversi motivi:
scongiurare il rischio di trauma sugli incisivi superiori (è frequentissimo che i bambini riportino la frattura traumatica del incisivi superiori quando questi sono sporgenti, proprio perchè si trovano "esterni” alla bocca)
per consentire una normale funzione masticatoria e deglutitoria (se la distanza tra gli incisivi superiori e inferiori è molto aumentata è impossibile per il bambino incidere correttamente il cibo, pronunciare correttamente alcuni fonemi, deglutire in maniera fisiologica)
per evitare che abitudini viziate come il succhiamento del labbro inferiore o l’interposizione linguale conducano, giorno dopo giorno, ad un aggravamento della situazione
- Abitudini viziate: succhiamento del dito, succhiamento del labbro inferiore, deglutizione atipica, interposizione linguale, incompetenza labiale (bambini che a riposo rimangono con la bocca aperta e la lingua bassa sulla mandibola) e tante altre, sono abitudini che hanno il potere di deformare completamente le basi ossee: infatti la forza muscolare di dita, lingua o labbra, agendo quotidianamente in maniera incontrollata, spinge su denti e basi ossee come fosse un apparecchio ortodontico, ma ne indirizza la crescita in direzioni completamente diverse da quelle fisiologiche.
Le malocclusioni più frequentemente correlate alla presenza di abitudini viziate sono il morso aperto, l’Overjet aumentato (denti superiori sporgenti) e la II classe (il mascellare superiore è avanzato rispetto alla mandibola che rimane arretrata).
La deformazione che ne deriva può essere spontaneamente reversibile in età infantile (se cessa l’abitudine viziata), ed è trattabile ortodonticamente fino alla prepubertà, ma più passa il tempo più diventa difficile intervenire e sopratutto ottenere dei risultati ottimali, fino a che diventa impossibile intervenire quando la spinta della crescita è esaurita.
Il primo obiettivo da ottenere è l’eliminazione della abitudine viziata: esistono diversi sitemi che aiutano il bambino e la famiglia ad affrontare il problema, durante la visita si potrà decidere insieme quale sia l’approccio più adatto al singolo caso.
Di fatto è possibile recuperare le deformazioni solo intervenendo precocemente e correggendo l’abitudine viziata : infatti ogni intervento correttivo sarà destinato a fallire se l’abitudine viziata permane, per esempio se il bambino continua (o riprende) a succhiare il dito.
- Morso inverso anteriore o III classe: quando la mandibola è più grande del mascellare superiore e quindi gli incisivi inferiori si trovano esterni rispetto a quelli superiori, con il classico profilo inverso (come il simpaticissimo Shrek) si parla di III classe. E’ una malocclusione che deve essere intercettata precocemente per varie ragioni:
si aggrava col passare degli anni, e l’unica possibilità di evitare che il bambino si debba sottoporre ad un intervento chirurgico correttivo da grande è intervenire in maniera precisa da piccoli
se i denti incisivi rimangono in rapporto invertito lavorano e si consumano in maniera contraria al normale, e le funzioni sono tutte alterate
la chiusura della bocca invertita stimola ulteriormente la crescita della mandibola in avanti e ostacola quella del mascellare superiore, aggravando ulteriormente la situazione
spesso si associa a disfunzioni linguali e postura linguale bassa: la lingua è un muscolo molto potente, capace di contribuire significativamente ad aggravare la malocclusione
Come si può intervenire?
Gli apparecchi che utilizziamo sono di tipo ortopedico, cioè lavorano sulle ossa, e possono essere mobili oppure fissi, cementati sui dentini.
Gli apparecchi mobili si utilizzano dai 3 anni in poi e permettono di fare terapia intercettiva in età pediatrica e quindi di prevenire, intercettare precocemente e correggere le deviazioni di crescita dei mascellari.
Sono apparecchi funzionali e ortopedici: agiscono sfruttando le forze naturali sviluppate da labbra, lingua e dai muscoli della masticazione.
Ottimizzano i rapporti tra i denti (anche durante la permuta) e le ossa mascellari in accrescimento, così da ottenere una buona armonia (che spesso si mantiene anche con i denti definitivi) e di guidare e stimolare la crescita delle ossa mascellari nella direzione corretta.
Permettono di trattare:
- morsi aperti (quella malocclusione in cui, pur stringendo i denti posteriori, permane uno spazio anteriore tra gli incisivi superiori e inferiori)
- morsi inversi gravi (i denti inferiori chiudono all’esterno rispetto ai denti superiori ovvero la mandibola è avanti rispetto alla mascella)
- contrazione trasversale del mascellare superiore (il “palato stretto”)
- l’iposviluppo della mandibola (il bambino appare con i denti superiori in fuori e il mento sfuggente)
- morsi profondi (quando il bambino sorride a denti stretti i denti superiori coprono completamente o quasi i denti inferiori)
- deficit di spazio per i denti permanenti
Gli apparecchi ortopedici fissi (cementati sui dentini) si utilizzano dai 6 anni in poi e permettono di imprimere delle vere forze ortopediche, intense e continue, e di risolvere la contrazione del mascellare superiore e i problemi di respirazione o di morso incrociato annessi.
Gli apparecchi ortopedici fissi possono talora essere accompagnati da apparecchi ortodontici fissi, cioè gli apparecchi tradizionali che attraverso una struttura di fili, fasce e piastrine incollate sui denti (brackets), esercitano una pressione costante che permette di spostare i denti verso la posizione corretta.
I brackets vengono posizionati quando sono presenti gli incisivi centrali e laterali permanenti e abbiamo necessità assoluta di modificare la posizione (denti molto ruotati, denti che occupano lo spazio eruttivo di altri dentini, e altro).
Nel bambino in sostanza, oltre a curare la mal occlusione, possiamo prevenirla o evitare il suo aggravamento.
Come si fa a mantenere i risultati ottenuti?
Per mantenere nel tempo i risultato ottenuti si lavora su diversi fronti:
- utilizzando apparecchi mobili miofunzionali (trainer) di mantenimento che favoriscano il mantenimento della direzione di crescita desiderata, una volta individuato il pattern di crescita.
- utilizzando contenzioni mobili, nel caso di incisivi permanenti allineati
- rieducazione delle funzioni: le mal occlusioni in questa età spesso si accompagnano ad abitudini viziate (come uso del ciuccio e succhiamento del dito), respirazione orale (con problemi di tonsille e adenoidi), deglutizione infantile e quindi il trattamento ortopedico sarà in questi casi accompagnato o seguito da una rieducazione funzionale adeguata della muscolatura e della lingua, grazie all’ aiuto di professionisti delle diverse branche (logopedista e otorinolaringoiatra).



