Impianti pterigoidei: una soluzione implantare quando manca osso presso lo Studio Dentistico Chiara Obino a Cagliari
La mancanza di osso nella parte posteriore della mascella superiore può rendere difficile l'inserimento degli impianti dentali tradizionali. In questi casi, gli impianti pterigoidei rappresentano una possibile alternativa per riabilitare i settori posteriori della bocca, sfruttando strutture ossee profonde che possono offrire un ancoraggio adeguato anche in presenza di un importante riassorbimento osseo.
Questa tecnica di implantologia avanzata per pazienti con poco osso prevede l'inserimento di impianti più lunghi rispetto a quelli convenzionali, orientati verso la regione pterigoidea. Il loro particolare posizionamento permette, in casi selezionati, di ottenere un supporto posteriore stabile per una protesi fissa, riducendo o evitando la necessità di ricorrere a interventi di rialzo del seno mascellare o a innesti ossei estesi.
Gli impianti pterigoidei possono essere indicati soprattutto nei pazienti che hanno perso i molari superiori da molti anni e presentano una significativa riduzione dell'osso disponibile. La possibilità di utilizzarli dipende tuttavia dalle caratteristiche anatomiche, dalla qualità dell'osso e dalle condizioni generali di salute.
Presso lo Studio Medico Dentistico Chiara Obino a Cagliari, la scelta di ricorrere agli impianti pterigoidei viene valutata attraverso un'attenta visita clinica e un'analisi radiologica tridimensionale mediante TAC Cone Beam. Questa tecnologia consente di studiare le strutture anatomiche coinvolte e pianificare il corretto posizionamento degli impianti.
L'obiettivo è individuare una soluzione implantare affidabile e personalizzata, privilegiando la stabilità della riabilitazione, la sicurezza dell'intervento e il mantenimento dei risultati nel tempo. Gli impianti pterigoidei non sono indicati per tutti i pazienti, ma possono offrire un'importante opportunità terapeutica quando le tecniche implantari convenzionali risultano difficilmente praticabili.




